News

Doc 1 – Contributo di ISMAA al CONVEGNO del 09/02/18

SVILUPPO LOCALE, MICROCREDITO E CREAZIONE DI MICRO E PICCOLE IMPRESE IN AFRICA: RIFLESSIONI E PROPOSTE

Risulta, oggi, di fondamentale importanza promuovere e portare avanti iniziative volte a contrastare i processi migratori ed agevolare il rientro dei migranti nei territori di origine che, non presupponendo attività di “respingimento”, facciano crescere l’offerta di opportunità di lavoro e di reddito nei Paesi d’origine attraverso la promozione dello sviluppo locale, la creazione di nuove imprese o l’inserimento in imprese esistenti. Nel contempo, tali innovative iniziative dovranno favorire fortemente l’apporto di nuove conoscenze e competenze imprenditoriali nei paesi di provenienza, spesso caratterizzati da un basso tasso di innovazione.

L’Unione Europea dopo il Summit di Abidjan (Nov. 2017)

E’ stato il vertice della svolta nei rapporti tra Unione Europea e Unione Africana, il quinto nella storia delle relazioni tra i due continenti, il primo in un paese dell’Africa subsahariana. Dal tema portante, “Investire nei giovani per un futuro sostenibile”, è stata evidenziata la necessità di un diverso approccio con i paesi africani per rafforzare i legami politici ed economici europei nel continente, frenando così l’espansione del dominio dei due maggiori contendenti alle risorse africane, i russi e i cinesi. La dichiarazione congiunta concentra le priorità comuni in quattro settori strategici:opportunità economiche per i giovani pace e sicurezza mobilità e migrazionecooperazione in materia di governance.
E’ stata presentata una “Agenda per i Giovani” con proposte concrete in sei settori prioritari:istruzione e competenzeimprese, creazione di posti di lavoro e imprenditorialitàgovernance e inclusione politicapace e sicurezzacultura, sport e artiambiente e cambiamenti climatici.
Alla base del partenariato strategico Africa-Europa vi è la spinta all’investimento sulle nuove generazioni e, in particolare, l’impegno verso i settori dell’istruzione, della scienza, della tecnologia per supportare lo sviluppo delle competenze e l’imprenditorialità giovanile dando anche grande spazio ai temi della sicurezza, della governance e dell’immigrazione. Su questi ultimi l’Unione Europea ha garantito il massimo sforzo per “soluzioni africane ai problemi africani”. In primis con una task force UE-ONU-UA con base in Libia per salvare le vite dei migranti e dei rifugiati lungo le rotte del Mediterraneo, favorendo i ritorni volontari nei paesi d’origine, garantendo assistenza a chi necessita di protezione internazionale, smantellando le reti di trafficanti di esseri umani e prevedendo in Libia l’istituzione di un centro di smistamento sotto il controllo diretto dell’UNHCR già dai primi mesi del 2018. Il nuovo piano per gli investimenti esterni intende mobilitare 44 miliardi di euro di investimenti in Africa entro il 2020, creando in tal modo nuove opportunità di lavoro per i giovani in tutto il continente africano. In tale ottica, l’Unione Europea intende puntare ad iniziative di “investment project”, identificando grandi progetti infrastrutturali idonei per promuovere lo sviluppo locale.  La nuova Agenzia della Cooperazione allo Sviluppo ed il ruolo della Cassa Depositi e PrestitiTali progetti, per quanto riguarda l’Italia, dovrebbero essere finanziati dalla Cassa Depositi e Prestiti, sia direttamente sia attraverso strumenti come il blending, il project financing, i prestiti agevolati, oltre che con il coinvolgimento di enti nazionali quali l’Eni e l’Enel. Gli interventi della CDP potrebbero essere a loro volta finanziati con l’emissione di “Africa bonds”. In termini di strumenti, la nuova Agenzia della Cooperazione allo Sviluppo, creata dalla legge 125/2014, punta ad operare soltanto con i paesi considerati prioritari prima della riforma della cooperazione mentre sarebbe necessario estendere tali priorità a tutti i paesi di provenienza dei migranti, con i quali andrebbero stipulati appositi accordi per il rientro di coloro che intendono avviare attività economiche. Si tratta in particolare ai paesi dell’Africa sub-sahariana che, nonostante il forte livello di povertà, sono anche quelli dove potenze di altri continenti (vedi la Cina) stanno realizzando grandi investimenti infrastrutturali. L’Agenzia per la cooperazione, unitamente ad altri soggetti anche privati, dovrebbe dare la possibilità ai migranti che rimpatriano di usufruire dei numerosi strumenti finanziari oggi disponibili. Al riguardo, Cassa Depositi e Prestiti, che la legge 125 individua come “braccio finanziario” dell’Agenzia, dovrebbe svolgere le funzioni di una vera e propria “Banca di sviluppo”, rappresentando anche uno strumento idoneo per l’attuazione del Migration Compact.

L’Ente Nazionale per il Microcredito

L’Ente Nazionale per il Microcredito è un ente pubblico non economico che esercita importanti funzioni in materia di microcredito e microfinanza, a livello nazionale ed internazionale.
In particolare: promozione, indirizzo, agevolazione, valutazione e monitoraggio degli strumenti microfinanziari promossi dall’Unione Europea e delle attività microfinanziarie realizzate a valere sui fondi comunitari;monitoraggio e valutazione delle iniziative italiane di microcredito e microfinanza;

promozione e sostegno dei programmi di microcredito e microfinanza destinati allo sviluppo economico e sociale del Paese, nonché ai Paesi in via di sviluppo e alle economie in transizione. L’Ente, pertanto, agevola l’esecuzione tecnica dei progetti di cooperazione a favore dei Paesi in via di sviluppo, d’intesa con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e in sinergia con soggetti pubblici, privati e del terzo settore, italiani ed esteri. Inoltre, in sintonia con la nuova legge sulla cooperazione internazionale (legge 125/2014), l’Ente sostiene la necessità di coinvolgere le imprese e le banche come interlocutori e soggetti attivi della cooperazione stessa. Scopo di tali sinergie è quello di partecipare alla definizione e realizzazione di programmi che vedano il microcredito e la microfinanza come strumenti utili allo sviluppo dell’economia delle aree più depresse del mondo e alla riduzione dei flussi migratori. In questo contesto è prioritario sostenere le micro e piccole imprese, che svolgono un ruolo vitale ai fini della creazione di posti di lavoro, dell’aumento della produttività e del miglioramento delle condizioni di lavoro nell’economia informale. In quest’ottica, l’Ente opera sul versante della: capacity building, per rafforzare le competenze delle amministrazioni pubbliche dei Paesi in via di sviluppo per l’utilizzo degli strumenti della microfinanza ai fini dello sviluppo locale;formazione rivolta soprattutto ai giovani, al fine di facilitare il finanziamento di nuove attività attraverso la costituzione di fondi di garanzia, fondi rotativi e fondi di capitalizzazione.
Un concreto esempio: la partecipazione dell’Ente, nell’ambito di un consorzio appositamente costituito, ad un bando del Ministero dell’Interno per favorire in Etiopia la formazione dei giovani che intendono avviare un’attività di microimpresa anche attraverso il microcredito.

Creazione di nuova  imprenditorialità in Africa:  strategia d’intervento oltre le emergenze Un approccio progettuale di carattere generale per la creazione di nuova imprenditorialità nei Paesi di origine dei maggiori flussi migratori in Italia ed Europa presuppone la costituzione di “Fondi di garanzia e sviluppo” per il microcredito costituiti a valere su risorse pubbliche eventualmente integrate con conferimenti di soggetti privati, che andrebbero destinate congiuntamente:alla specifica attività di garanzia; alle attività ausiliarie di assistenza, monitoraggio e tutoraggio dei beneficiari. E’ ormai generalmente accettato e condiviso che i costi economici e sociali determinati dalla povertà e dalla disoccupazione non possono essere affrontati con interventi di tipo assistenzialistico ma con politiche di sostegno volte a rilanciare quel dinamismo imprenditoriale che troppo spesso è ostacolato dalla difficoltà di accesso al credito e dall’impossibilità per la gran parte dei micro e piccoli imprenditori di ricorrere all’autofinanziamento. In questo senso, il Microcredito rappresenta uno strumento ideale per:- supportare l’avvio di microimprese;- favorire la creazione di nuovi posti di lavoro;- migliorare le condizioni di vita di intere comunità, rappresentando, in definitiva, un fattore di stabilità sociale ed economica. Non è possibile cercare soluzioni al problema dei flussi migratori senza puntare ad interventi che contribuiscano alla attivazione del tessuto economico ed imprenditoriale dei paesi di provenienza. Queste politiche di sostegno all’imprenditorialità possono essere sostenute con interventi sia in capitale di credito sia in capitale di rischio puntando ad incentivare la creazione di microimprese con azioni di assistenza tecnica e con interventi di tipo finanziario che, in una prima fase, si sostanziano nella fornitura di microcredito e, nel momento in cui le imprese risultino sufficientemente strutturate, anche in interventi di capitalizzazione. Questo tipo di interventi, ovviamente, non può essere approcciato con una mentalità di tipo emergenziale, ma comporta una seria progettazione nella quale venga previsto l’impiego di risorse pubbliche e private precisando come la “microcapitalizzazione” sia un’idea innovativa da sviluppare, in quanto il rafforzamento della struttura patrimoniale rende le imprese maggiormente competitive sui mercati locali ed anche maggiormente affidabili. Mentalità che è opportuno sia sempre più diffusa preso il mondo della microimpresa anche con specifici interventi di: formazione in loco tramite la creazione di opportuni e qualificati Centri;trasferimento di know how;realizzazione di best practices;crescita occupazionale e manageriale.
L’Impegno di ISMAA
E’ in un tale contesto, ed ai fini di cui sopra, che ISMAA intende attivarsi e fornire un contributo, raccordandosi – in vista delle auspicate sinergie di sistema – con le Istituzioni italiane (anzitutto il MAECI) ed europee operanti in questo campo, nonche’ con le rilevanti Istituzioni e Programmi delle Nazioni Unite. Con una particolare attenzione rivolta alle iniziative coinvolgenti le giovani generazioni e quelle attinenti al settore del microcredito, soprattutto in favore delle componenti femminili della popolazione, il cui ruolo e’, come noto, di determinante rilevanza ai fini dello sviluppo economico dei Paesi africani.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...